domenica 9 maggio 2010

Intervista a Remo Bassini


Nato a Cortona il 23/9/56, Remo Bassini è giornalista (dirige il quotidiano La Sesia) e apprezzato scrittore. E' autore dei romanzi Dicono di Clelia (Mursia), Lo scommettitore (Fernandel) e La donna che parlava con i morti (Newton Compton). Il suo blog è: http://remobassini.wordpress.com/

Per prima cosa vorrei chiederti di raccontare un po' il tuo esordio. Come sei riuscito a convincere il tuo primo editore a pubblicarti? Quali sono stati i risultati dell'uscita del tuo primo libro e come hai continuato?

Dopo un romanzo che è stato pubblicato solo nella città in cui vivo, Vercelli, il vero esordio ha avuto luogo con il romanzo corale, Dicono di Clelia. Lessi sul sito della casa editrice Mursia le indicazioni per l'invio di manoscritti. Mursia non vuole tutto il manoscritto, ma solo un capitolo a scelta dello scrittore e una sinossi. Mi risposero nell'arco di un mese, era il 2003, volevano leggere tutto il libro. Firmai il contratto nel 2004 e il libro uscì nel 2006. Dicono di Clelia, comunque, non andò bene, io credo anche per colpa di una copertina brutta e fuorviante. Però mentre aspettavo che Mursia mi pubblicasse (sono passati più di due anni dalla firma del contratto alla pubblicazione) scrissi Lo scommettitore, che proposi in lettura a Fernadel, piccola e giovane e soprattutto vivace casa editrice. E' grazie a Fernandel e grazie a Lo scommettitore che sono approdato alla Newton Compton dove ho pubblicato La donna che parlava con i morti, un libro, questo, che è andato bene sotto tutti i punti di vista.

Credi che oggi un autore alle prime armi potrebbe seguire il tuo stesso percorso o credi che il panorama editoriale sia cambiato da allora?

Stessa identica cosa. Chi scrive deve proporre il proprio manoscritto a destra e a manca, sperare nella fortuna, sapere che i lettori leggono in fretta (quando leggono). Mai mollare, insomma, insistere, anche per anni.

Hai mai avuto contatti con editori a pagamento? Cosa ne pensi?

Da ragazzo scrissi delle poesie e le pubblicai a pagamento. Ebbi però il buon gusto di vergognarmene subito, e quei libri li bruciai (avevo un caminetto, allora). L'editoria a pagamento è una grande fregatura perché ti dice Bravo, ti pubblico io, guarda che tutti fanno così. E tu ci caschi. Paghi, e poi capisci che ti hanno stampato un libro che però non promuovono e non distribuiscono. Insomma, invece di arrivare in libreria te lo ritrovi in cantina o nel garage (ed è triste, credetemi). Allora, io consiglio questo: piuttosto che ricorrere a un editore a pagamento (poi ve ne pentirete e soprattutto non lo direte di certo in giro) fate stampare il libro a qualche tipografo stampatore, facendovi fare un editing da qualcuno, può andar bene anche un vecchio prof di italiano che legga libri contemporanei, e studiate una copertina. Poi promuovetelo e vendetelo voi, magari con presentazioni in birreria o in pizzeria.
Che poi: non è escluso (anzi) che faccia anche io così, con un libro che eventualmente venga rifiutato dalle case editrici.

Tu dirigi anche un giornale locale ma importante, La Sesia, lo fai per passione o perché con i proventi dei romanzi, in generale, è difficile riuscire a vivere?

Bisogna intenderci su quel "riuscire a vivere". Si intende 1000 euro al mese o 3mila o di più ancora?
E comunque: sono pochi in Italia quelli che riescono a vivere scrivendo. Alcuni arrotondano dando lezioni (e i più scorretti si fanno pagare tanto) di scrittura, altri fanno gli editor. Io faccio il giornalista perché non arrivo a guadagnare 1000 euro al mese scrivendo; guadagnassi 1000 euro al mese coi miei libri farei solo lo scrittore. Lettura, scrittura, e poi ancora lettura di libri e giornali...

Hai un'agenzia che ti rappresenta? Pensi sia utile avere un agente?

Io ho un'agente, una donna, una straniera, mi trovo molto bene con lei ma è solo da otto mesi che sono assistito da lei e quindi non so dire. Solitamente gli agenti servono agli scrittori affermati, li seguono, fanno in modo che guadagnino di più. E sempre solitamente agli agenti frega poco o niente degli esordienti o dei poco noti. Che poi, ci son le agenzia che chiedono soldi (anche tanti) per una scheda e basta. Meglio girare al largo.

Stai lavorando a qualcosa di nuovo? Se sì, puoi dirci di più?

In autunno dovrebbe uscire (ma è una storia infinita) un libro a cui tengo molto (Bastardo posto), poi ho un altro romanzo in lettura presso alcuni editori e conto e spero di scrivere qualcosa entro la fine dell'anno, non per altro: scrivere mi fa sentire vivo.

Un saluto e grazie infinite per la disponibilità Remo.

Di nulla, grazie a te.

5 commenti:

Sandra Mazzinghi ha detto...

Bella intervista, complimenti... fresca, veloce, non banale...
Sandra

Blogolo Nel Buio ha detto...

Grazie Sandra :-)

Paola Mattiazzo ha detto...

Remo è sempre sincero e diretto.
Non delude mai...
Paola

Sandra Mazzinghi ha detto...

Ganzissimo questo blogolo! Posso metterlo tra i preferiti sul mio blog?
Sandra

Blogolo Nel Buio ha detto...

@Paola: concordo.

@Sandra: certo che puoi, ci mancherebbe altro. Anzi, grazie mille per l'appoggio e l'entusiasmo :-)

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