lunedì 29 novembre 2010

Blogolonelbuio tra le nomination del Miglior Lit-Blog 2010

Cari amici, oggi ho una bella notizia. Blogolonelbuio è infatti stato inserito da LibriBlog tra le nomination del premio "Miglior Lit-Blog 2010" che si rivolge ai migliori blog letterari personali dell'anno. 
Un bel risultato per il blog che come sapete ha poco più di sei mesi di vita e che ha cercato in questo breve periodo, tra non poche difficoltà, di dar modo a tutti gli appassionati di letteratura di farsi un'idea sullo stato dell'editoria italiana. In questi mesi di attività sono state raccolte interviste, racconti, notizie e quant'altro per mettere in piedi una discussione reale sulla nostra letteratura (e sulla nostra editoria). Questa nomination è dunque un bel traguardo e un incentivo a fare meglio.
Una iniziativa interessante questa di LibriBlog che punta i riflettori sui progetti letterari indipendenti (che, com'è noto, hanno sempre bisogno di nuove voci e di nuovi spazi).
Questo l'elenco degli 8 "nominati" (come si vede compaiono anche dei blog amici, quindi non fatemi fare brutta figura, per favore!):

http://paolofranchini.wordpress.com/
http://vibrisse.wordpress.com/
http://www.bookgeneration.blogspot.com/
http://blogolonelbuio.blogspot.com/
http://www.giugenna.com/
http://mondobalordo.wordpress.com/
http://squilibri.splinder.com/
http://remobassini.wordpress.com/

Il premio comprende diverse sezioni in cui votare: Peggior libro dell'anno; Miglior esordio; Miglior autore italiano; Miglior libro dell'anno; Migliore autore straniero; Miglior film tratto da un libro; e appunto Miglior Blog di letteratura.
Per votare (per votare Blogolonelbuio intendo, non facciamo scherzi!!) cliccate qui :-)

Grazie a tutti.
Blogolo

mercoledì 24 novembre 2010

Intervista a Jacopo De Michelis, responsabile narrativa Marsilio (Rcs)

Oggi inserisco un'interessante chiacchierata con Jacopo De Michelis, caro amico di Blogolo nel buio e responsabile della narrativa Marsilio.  Con lui ho parlato di J.A.S.T. (la prima fiction tv su carta), degli autori emergenti, dei meccanismi interni alla redazione, del mercato editoriale italiano e di molto altro ancora. Beh, insomma, una intervista che a mio avviso vale davvero la pena leggere.

Ciao Jacopo, e grazie per aver accettato questa intervista. Per prima cosa vorrei mi parlassi di J.A.S.T. visto che anche Blogolo nel buio ha partecipato al Blog Tour. Di chi è stata l'idea e come sta andando?


Lo spunto iniziale di J.A.S.T. – che è un romanzo che si propone come la prima fiction TV su carta – è stata di Simone Sarasso, che ha poi coinvolto nella scrittura Lorenza Ghinelli e Daniele Rudoni. Data la natura innovativa dell’operazione letteraria abbiamo deciso di promuoverla in modo nuovo, con un booktrailer – peraltro splendido – e il primo blog tour che si sia mai svolto in Italia. Per queste iniziative il colpevole sono io, e devo dire che siamo piuttosto soddisfatti dei risultati (così come era accaduto per i booktrailer, che siamo stati i primi a importare in Italia e che ora molti editori utilizzano per la promozione online, anche l’idea del blog tour è già stata ripresa dalla concorrenza).

Tu in Marsilio ti occupi prevalentemente di narrativa e sei in generale tra gli editor più innovativi e più interessati alla scoperta di nuove voci. Mi dici come funziona la selezione dei testi e in particolare che tipo di manoscritti cercate in questo momento?


Per la precisione, io in Marsilio sono il responsabile dell’intera area della narrativa, che comprende tre settori, narrativa italiana, narrativa straniera e testimonianze. Per ognuno di tali settori c’è oggi in Marsilio un editor di riferimento che lavora con me.
Quanto alla selezione, noi della redazione della narrativa ci dividiamo i testi e leggiamo – o almeno cerchiamo, data la mole di dattiloscritti che ci arriva settimanalmente – tutte le proposte che ci arrivano per le vie più diverse, discutiamo di quelle che ci paiono più interessanti e se necessario qualcun altro le legge per avere un secondo e magari anche un terzo parere. Ne ridiscutiamo e se siamo convinti portiamo la proposta in comitato editoriale, dove se ne discute ancora e la proposta viene approvata o respinta. Come si vede, un iter lungo e faticoso.
Cosa cerchiamo? Cerchiamo testi che per un motivo o per l’altro entusiasmino noi per primi, perché se non suscitano una reazione forte e vera in noi è difficile che possano farlo coi lettori una volta in libreria.

Avete rapporti con agenzie letterarie (se sì quali)? E in generale come vedi il ruolo dell'agente in Italia?


Abbiamo rapporti, più o meno stretti e continui, con la maggior parte delle agenzie che operano in Italia, ma mai chiedere a un editore un giudizio sugli agenti letterari! A parte gli scherzi, gli agenti svolgono un lavoro di intermediazione tra l’autore e la casa editrice che può essere davvero utile e proficuo per tutti, anche se io confesso che trovo spesso gli agenti un po’ troppo concentrati sulle questioni economico-contrattuali, e meno su tutta una serie di altri aspetti almeno altrettanto importanti, riguardo ai quali potrebbero svolgere invece una funzione positiva.

Credi che un autore possa mettersi in luce pubblicando racconti su riviste e blog? Che consigli daresti a uno scrittore emergente?


Non solo può, ma questo già accade. Io sono appena tornato dal festival Scrittorincittà di Cuneo, dove ho partecipato a Esor-dire, una iniziativa che mette a confronto alcuni autori in attesa dell’esordio con alcuni editor di case editrici, e a segnalare i candidati tra cui gli organizzatori scelgono gli aspiranti scrittori invitati sono anche siti letterari e webzine.
Il consiglio che posso dare è di approfittare di ogni occasione per mettere alla prova la propria scrittura e ricevere feedback (riviste cartacee e online, premi e concorsi ecc.). E di sforzarsi di non essere indulgenti con se stessi. Se quello che scrivono viene rifiutato, c’è una possibilità su un milione che siano geni incompresi, ma 999.999 che effettivamente ci sia qualcosa che non funziona in quello che hanno scritto.

Quante copie vende in media un libro Marsilio e che tipo di investimento viene fatto su ogni titolo?


Oggi possiamo dire: da 0 a un milione e mezzo (la cifra approssimativa venduta finora da “Uomini che odiano le donne” nelle varie edizioni in cui l’abbiamo pubblicato)! Questo per dire che non c’è una media, ogni libro fa storia a sé e la forbice entro cui possono oscillare gli esiti di mercato di un nostro titolo come si può vedere è amplissima. Ovviamente, anche l’investimento comunicativo e promozionale fatto sui vari titoli varia a seconda della forza commerciale che si ritiene abbiano (anche se in proporzione al fatturato, sicuramente abbiamo fatto sui romanzi di Stieg Larsson un investimento infinitamente minore rispetto alla maggior parte dei nostri libri).


Qui su Blogolo nel buio diversi editori si sono lamentati del «meccanismo delle rese» indicandolo come la causa principale della crisi del sistema editoriale. Tu cosa ne pensi?


E’ una questione estremamente complessa: da una parte le rese costituiscono un grosso problema per una casa editrice, si sono distribuite – e magari anche messe a bilancio – tot copie di un titolo, e qualche mese dopo la maggior parte possono tornare in resa creando problemi gestionali e finanziari non indifferenti. D’altra parte, il meccanismo delle rese permette ai librai di rischiare di ordinare in quantitativi non irrisori anche libri che non abbiano o non abbiano ancora una accertata spendibilità. Il rischio, se i librai dovessero acquistare le copie dai distributori senza diritto di resa, è che continueremmo a vedere sui banchi le pile dei grossi best-seller, ma che ne sparirebbero del tutto gli autori più di nicchia o esordienti, e in generale i titoli dei piccoli editori di qualità.

Quanto tempo resta un titolo Marsilio sugli scaffali delle librerie? Qual è mediamente la percentuale dei resi?


Anche qui non c’è una regola: abbiamo alcuni long-seller la cui vita in libreria sembra eterna (faccio un paio di esempi: “Il silenzio dei vivi” di Elisa Springer, uscito nel 1997, che da allora continuiamo a ristampare almeno una volta all’anno – proprio in questi giorni manderemo in stampa la ventinovesima edizione; oppure “Un canto di Natale” di Dickens – 10 edizioni dal 2001), ma purtroppo in generale la vita dei libri tende drammaticamente ad abbreviarsi. Oggi dopo un solo mese, se non ha dato chiari segni di vitalità dal punto di vista delle vendite, un titolo può rischiare già di essere espulso dalle librerie, per fare posto alle nuove uscite che incalzano. Stiamo avvicinandoci a poco a poco alla situazione del mondo del cinema, dove un film si gioca la maggior parte delle sue chance nel primo week-end di programmazione, e ovviamente la cosa è preoccupante.
I resi variano da collana a collana, in questo momento sono particolarmente bassi per quanto riguarda Le Farfalle, dove pubblichiamo i nostri libri attualmente di maggior successo, e un po’ più alti nelle altre, comunque negli ultimi anni si sono in media ridotti sensibilmente, cosa di cui siamo estremamente soddisfatti.

Che ruolo credi possa avere in Italia lo sviluppo degli ebook?

Gli ebook sono una rivoluzione, e se prendiamo sul serio questo termine – e io sono d’accordo con Gian Arturo Ferrari che dobbiamo farlo, anche se la mia posizione è nel complesso meno pessimistica della sua – questo vuol dire che nei prossimi anni assisteremo a un sovvertimento violento e radicale dell’attuale panorama editoriale, che si lascerà dietro morti e macerie, e che, in tempi difficilmente quantificabili oggi, potrebbe anche vedere la scomparsa dell’editore, almeno nel senso in cui attualmente lo intendiamo. Io penso che presentino grandi rischi, ma anche enormi opportunità per chi saprà coglierle, dimostrandosi capace di evolvere e adattarsi ai cambiamenti in atto.
Difficile prevedere con precisione la direzione in cui si andrà, in Italia siamo ai primi vagiti di questo nuovo mercato e l’impressione è che per ora si proceda al rallentatore, anche se l’imminente sbarco di Amazon potrebbe sconvolgere gli attuali equilibri e imprimere una brusca accelerazione.

Mi dai qualche anticipazione sui prossimi romanzi?


Per quest’anno, di narrativa abbiamo ancora solo un’uscita importante: il secondo romanzo della giallista svedese Camilla Lackberg dopo il fortunatissimo “La principessa di ghiaccio”, che si intitola “Il predicatore”. Anche l’anno prossimo si inaugurerà sotto il segno di Giallosvezia, con l’uscita a gennaio di “La Stella di Strindberg” di Jan Wallentin, un giovane autore di thriller svedese paragonato a Dan Brown, ai vertici delle classifiche in patria e in uscita in 20 paesi. Poi va segnalato almeno “La gente che sta bene”, il secondo romanzo di Federico Baccomo “Duchesne”, già autore dell’esordio-rivelazione “Studio illegale”. Ma è solo l’inizio, sarà un anno molto ricco di proposte!


Grazie di cuore Jacopo. A presto.


mercoledì 17 novembre 2010

Finalmente on-line il sito ufficile di Yallee

Riporto qui, direttamente dal blog di Giuseppe Genna, i dettagli di un'iniziativa che mi pare davvero molto interessante.



E’ finalmente on line il sito ufficiale di Yallee (la url: www.yallee.it), la società delle menti a cui partecipo e attraverso cui spero si riuscirà ad allargare il raggio dell’iniziativa culturale, agendo non soltanto in Italia. Chi ricordasse la Cooperativa Intrapresa di Gianni Sassi (fucina da cui provengono i 2/3 dei fondatori di Yallee, e che eiettò straordinarie imprese quali MilanoPoesia, Alfabeta, La Gola) non andrebbe distante dalla realtà. Il che si può comprendere a partire dall’alto tasso di autorialità delle immagini su cui il sito si regge (vi consigliamo di vederle tutte, navigando con le frecce ai lati): sono del fotografo Nicola de Rosa (a mio modestissimo avviso, tra i migliori artisti dell’attuale panorama italiota), uno degli amici di Yallee, che sono tanti e stanno in network. Si interverrà in àmbito digitale e non. Invito tutti i Miserabili lettori a diventare “amici” di Yallee su Facebook – per me sarebbe importante: da questo momento, con tempistiche non preordinabili, partiranno iniziative molto originali e destinate a coinvolgere molte persone, e la pagina Fb di Yallee è il luogo in cui sarà più semplice e immediato che io ne dia notizia.
Non ripeterò l’adagio digitale: “Stay tuned”. Proferirò il più emotivo: “Stateci vicini”.

lunedì 8 novembre 2010

Estratto del romanzo Humus (Castelvecchi Editore) - Enrico Miceli

Oggi ripropongo un esperimento già tentato con un certo successo in passato: la pubblicazione in esclusiva dell'estratto di un romanzo.  Il libro scelto questa volta si intitola Humus e l'autore è Enrico Miceli, uno scrittore amico di questo blog che ho già avuto il piacere di pubblicare qui e che reputo tra i giovani (giovanissimi?) più interessanti nel panorama della narrativa nazionale. Humus è un romanzo che merita sicuramente di essere letto. Stile, trama e personaggi sono costruiti con una maturità e una consapevolezza rare e l'insieme risulta davvero molto fresco e ricco. Un romanzo cinematografico dallo stile quasi "tarantiniano" che ha dalla sua la straordinaria capacità di catturare il lettore fin dalla prima pagina e di non mollarlo più fino alla fine. 
Leggere per credere!    



estratto di Humus (Castelvecchi)
Capitolo 1

Io sono Federico Zolfanelli, è notte, e sto scappando. Vicino a me c’è Pier. Anche Pier sta scappando. Ha la faccia gonfia, piena di lividi e graffi. I cani dietro di noi ci inseguono e si fanno ogni secondo più vicini. Cazzo. L’adrenalina ha reso insensibile il mio corpo. L’unico rumore che avverto è il sordo tamburo del cuore che batte il ritmo tribale della fuga. La bocca butta fuori il fiato come una pompa ad aria compressa e l’asfalto affonda ad ogni singola pressione esercitata dal piede. E i cani sono là. Dietro di noi. A meno di una decina di metri. A meno di una folata di vento. A meno di un balzo. Cazzo. Un balzo.
«Cazzo!», urlo.
Mi sento strappare via la gamba. La morsa dei denti di uno di quei dannati dobermann mi stritola tra il ginocchio e la coscia. Cado a terra di faccia. Un pesante scricchiolio mi fa intuire la rottura del naso. Pier è scappato via. Ora corre agitando il suo culo molliccio mentre la luce di un lampione illumina i suoi lunghi capelli ricci e neri. Gli altri due cani ci hanno messo un attimo a raggiungermi. Uno mi azzanna il braccio che protegge la gola e tutto diviene sfocato.
Quando provi un dolore eccessivo, ti sembra quasi che questo sparisca e ogni cosa diventa simile a un sogno, si va in un’ambientazione onirica, in una scenografia da teatro, in una dimensione dove tre dobermann possono azzannarti lungo tutto il corpo e tu stai lì e li osservi serafico e rassegnato dicendoti: «Beh, prima o poi la smetteranno».
L’alito caldo di quelle bestie ha il fetore della decomposizione. Poi un fischio. I cani si rizzano sull’attenti e rimangono immobili per un interminabile secondo. Il fischio riecheggia nuovamente nell’aria e le tre fiere tornano indietro. Dal vicolo scuro che intravedo appena, in fondo all’asfalto ricoperto di ghiaia, vedo l’ombra grassa di un uomo. Deve essere il padrone della catapecchia che sta vicino alla reggia di quel bastardo. I cani ritornano docili da lui che continua a ridere.
«Bravi i miei ragazzi», grida. «Gli avete strappato via il budello a morsi a quel ladruncolo. Bravi… ah, ah… e tu vedi di non farti più rivedere da queste parti. Figlio di puttana!».
Ogni cosa fa male. Ogni ferita brucia acida e io cerco di ricordarmi l’ultima antitetanica. Non la ricordo. Va bene lo stesso. Poi mi tasto il collo ma da lì non perdo sangue. Bene, penso. Quindi tiro per un momento un sospiro di sollievo e mi accorgo che in realtà non riesco a sospirare.
Il mio naso spruzza via il sangue e sembra lo sfiatatoio di una balena. Fa un male cane. Perdo litri di sangue. La gamba poi sembra macellata. Non riesco a muoverla. Chiamo Pier con più voce che posso ma quel figlio di puttana è scappato solo dio sa dove. Cazzo! Cerco di non posare la gamba maciullata sull’asfalto, ma il dolore è così forte che non riesco a tenerla su. La strada è quasi deserta. Vedo solo alcuni ragazzi che fumano davanti alla porta di un pub. Hanno sentito le urla, forse, ma non sembrano voler venire in mio soccorso.
 «Aiuto!».
Sento il cuore rallentare la corsa e comincio a rendermi conto di quanto fiato ho perso. Il respiro diventa denso e si trasforma in fumo ad ogni battito di tamburo.
«Aiuto Cristo! Sto morendo, aiutatemi!».
Vomito via tutto il sangue che il naso mi fa colare in gola.
«Non stai morendo coglione. Hai solo una gamba a brandelli e il naso rotto. Tutto qui».
Pier è ritornato e ora sta piegato sulle ginocchia. È spompato anche lui e cerca di riprendere fiato. Guardo la sua mano. Gli manca il mignolo, è ricoperta di sangue rappreso ed è gonfia.
«Dov’eri finito?», gli chiedo.
«Ho corso più veloce che potevo. Poi però mi sono reso conto che non c’eri e sono tornato indietro».
«Perché non gli hai sparato a quei dannati cani?».
«Ero nel panico amico. Non sopporto i cani. Mi terrorizzano. Ho pensato solo a scappare. Scusa».
Ha la barba imbrattata di saliva e sangue.
«Dove sono andati quei rognosi?», mi chiede ora, e la saliva densa sembra un elastico che si allunga e si accorcia ad ogni vocale.
«Il ciccione li ha richiamati indietro».
«Porco figlio di puttana».
L’elastico di sputo posto sulle labbra si spezza e con il polso Pier si pulisce la bocca.
«Ne siamo usciti», dico, e non ci credo. Poi mi tocco la gamba. Perde molto sangue. Cambio espressione. Io perdo davvero troppo sangue.
«Alzati!».
«Alzati cosa coglione? Porca vacca, mi hanno appena maciullato la gamba! Zampillo sangue da tutte le parti, cazzo! Non so, portami al pronto soccorso piuttosto, qui è pieno di microbi ovunque. La gamba andrà in cancrena».
«Sei pazzo? Vuoi andare al pronto soccorso ora? Non è una buona idea. Lì magari ci trovano».
«Non me ne frega un cazzo. Voglio andare al pronto soccorso. Ora! Chiama una cazzo di autoambulanza. Perdo sangue, troppo sangue, non lo vedi?». Sono troppo agitato.
«D’accordo amico, ti chiamo un’ambulanza e me la filo, chiaro? Se la polizia ti verrà a cercare non gli parlerai di noi, vero?».
«Certo che no, cazzo…». Mi ascolto, più che un urlo è un lamento, «tu fai quello che ti pare. Oh dio la mia gamba! Levati dalle palle ma chiama il pronto soccorso per dio!».
«Lo sai che possono trovarti in qualsiasi momento se finisci in mano alla polizia?».
«Certo che lo so, brutto figlio di puttana. Prendi il telefono e chiama! Pier!».
«Certo, chiamo. Chiamo… d’accordo».
«Ecco, chiama… bravo».
Mi rotolo a terra trafitto dal dolore, ricoperto dal sangue che sgorga a fiumi dalla gamba e dal naso. Mentre rotolo penso a quanti cani hanno fatto i loro escrementi proprio in quel punto preciso. Quante suole di scarpe hanno calpestato quel metro d’asfalto. Quanti microbi. Quanta merda può nascondersi sotto la ghiaia di una strada di un qualunque quartiere del cazzo. Ora che l’effetto dell’adrenalina è scivolato via mi sento come un pezzo di ghiaccio semisciolto sul fondo di un bicchiere. Il sangue umido e caldo si indurisce immediatamente con il freddo della notte e appena una goccia rossa cade giù viene subito risucchiata. Assorbita. Ingoiata dalla terra.
«Sta arrivando un’autoambulanza», mi dice Pier, «io vado via».
«Ok».
«Che dirai se ti chiedono come mai eri qui?».
«M’inventerò qualcosa, stai tranquillo. Dirò di non ricordare niente. Un’amnesia, d’accordo?».
«D’accordo».
«Ora levati dalle palle. Tra poco arriva l’ambulanza e ci impiegheranno poco a chiamare in causa la polizia e tutto il resto. È troppo rischioso, fratello».
«Ok. Ciao…», si allontana, poi si ferma e mi guarda, «ehi… in bocca a lupo per tutto».
«Crepi!», rispondo, e un nuovo fiotto di sangue sfiata dalle narici.
Poi mi si annebbia la vista.
I ragazzi davanti al pub non si accorgono di nulla. Fumano, bestemmiano e ridono senza sosta. In lontananza si avverte il suono delle sirene.
Chiudo gli occhi sognando un po’ di morfina in circolo. Poi arrivano i lampeggianti dell’ambulanza e un uomo dell’unità paramedica mi chiede cosa mi è successo.
Buio.

Enrico Miceli, nato a Cosenza il 31/10/1980. Ha pubblicato racconti su molte riviste (tra cui Linus e Colla )  e molte antologie. Lavora come giornalista e come consulente editoriale per alcune case editrici. Il suo indirizzo email è micelienrico@yahoo.it





mercoledì 3 novembre 2010

Intervista a Marco Vicentini di Meridiano Zero

Oggi pubblico (con un po' di ritardo, e di questo mi scuso), una breve intervista fatta all'amico Marco Vicentini di Meridiano Zero. Marco ha nel tempo trasformato la sua casa editrice in un vero e proprio luogo di culto per gli amanti del noir e nel contempo ha avuto il merito di rilanciare o di scoprire tanti giovani autori italiani  oggi molto apprezzati (su tutti penso a Luigi Romolo Carrino).



Ciao Marco. Per prima cosa vorrei chiederti di parlarmi un po' di Meridiano Zero. Del suo catalogo e della rete di distribuzione a cui vi affidate.

Meridiano zero fa un lavoro di ricerca sulla narrativa straniera contemporanea, che ha portato alla scoperta di autori che hanno riscosso un notevole interesse, come Derek Raymond, un maestro per Carlotto, Lucarelli, Ammanniti. Da tre anni sta lavorando attivamente con i nuovi narratori italiani, esordienti che cerca di spingere sul mercato. Molti autori dopo un esordio su Meridiano zero sono passati a grossi gruppi editoriali, pubblicando il secondo libro con Rizzoli, Feltrinelli, Garzanti, Bompiani, Adelphi, ecc.
La rete di distribuzione è una normalissima rete di distribuzione libraria nazionale.


Scusami se sono troppo diretto, ma è per avere un quadro anche solo approssimativo del mercato editoriale italiano: ogni vostro titolo, in media, quante copie vende? Che tipo di lanci promozionali vengono di volta in volta effettuati?

Per evitare di dare un quadro errato del mercato editoriale italiano, evito sempre di dire la quantità media di copie vendute (anche perchè la parola "media" è molto pericolosa e fraintendibile).

Come selezionate gli autori? Avete rapporti con agenzie letterarie? Se sì, puoi farmi qualche nome?

Gli autori li selezioniamo leggendo personalmente gli autori. Leggiamo anche quello che mandano le agenzie letterarie, ma verso le agenzie sono molto diffidente: non dimostrano quasi MAI di avere inviato un manoscritto con coscienza di causa. Se all'autore si può perdonare l'invio di un manoscritto scadente, all'agenzia invece no, e purtroppo è quello che succede. Se all'autore si può perdonare un'incompleta conoscenza della linea editoriale della casa editrice da cui nasce un invio inutile, all'agenzia no e invece anche questo succede.


Qualche consiglio che ti senti di dare a chi vuole fondare oggi una casa editrice o ha voglia di lavorare in generale nell'editoria?

Per iniziare a lavorare in una casa editrice il mio consiglio è quello di andare a lavorare, a costo di farlo gratuitamente, per un anno presso un'altra casa editrice. I veri problemi non si conoscono finché non si vivono dall'interno e le illusioni non si perdono finché non si tocca con mano la loro aleatorietà.

Mi dai qualche anticipazione sui prossimi titoli in libreria?

Se ho anticipazioni sulle prossime uscite? Certo. "Happy- L'incredibile avventura di Keith Richards" di Massimo Del Papa e "Incubo sulla strada" del nostro autore di culto Derek Raymond.

Ciao Marco, e grazie.

Un saluto

qui il sito di Meridiano Zero
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