giovedì 24 giugno 2010

Daniele Luttazzi: non è plagio ma un'esigenza legale

In questo articolo apparso sul blog di Daniele Luttazzi (già nel 2005) c'è a mio avviso un chiarimento netto che chiude l'annosa faccenda riguardante l'accusa di plagio che ha visto Daniele, di recente, protagonista. Certo, sull'eccessiva tutela del diritto d'autore di cui (tra le altre cose) si parla, ci sarebbe molto da discutere e personalmente non condivido la sua posizione eccessivamente conservatrice, ma non c'è dubbio che questa sia un'altra questione (di cui magari parlerò più in là).

 

 

Caccia al tesoro

Da anni, Luttazzi organizza una "caccia al tesoro": dissemina qua e là indizi e citazioni di comici famosi, e i fan devono scoprirli. Questo escamotage nacque come esigenza legale dopo il processo Tamaro: il pretesto delle querele miliardarie, infatti, è che quella di Luttazzi non è satira, ma volgarità e insulto.
Facevano così anche contro Lenny Bruce e Lenny Bruce, per difendersi, cominciò a inserire nei suoi monologhi brani di autori satirici famosi. Vinse così alcuni processi dimostrando che il brano tanto volgare di cui lo accusavano, in realtà era di Aristofane!
Luttazzi ha ripreso lo "stratagemma Bruce": non solo vince le cause miliardarie che gli intentano, ma può togliersi lo sfizio di dare dell'ignorante a chi lo attacca sui giornali sostenendo che la sua non è satira e non fa ridere. Quando i soloni fanno un esempio, quasi sempre il brano che non li fa ridere -sorpresa!- è ripreso da un comico famosissimo: Bruce, Carlin, Hicks. ( Famosissimo per tutti, tranne che per loro! )
Il campo di Luttazzi è minato. Occorre competenza per attraversarlo indenni.
La cosa col tempo è diventata una strizzatina d'occhio ai fan: la caccia al tesoro. Scoprire le mine. Una complicità fra appassionati di comicità, come nel jazz quando Fred Hersch inserisce in una improvvisazione una frase di Monk: chi se ne accorge entra a far parte di un circolo di eletti.
Il premio simbolico è un libro di Luttazzi o un suo cd con autografo commemorativo dell'occasione fausta.
Altre mine restano ancora nascoste. Quindi, buona caccia!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

SI, SI, CACCIA AL TESORO....

Anonimo ha detto...

Io tifo per Luttazzi lo stesso. Fare satira n Italia è dura più che altrove e ogni mezzo è lecito. Poi gli attori sanno che l'interpretazione è una parte importante e quella è sempre stata del tutto personale

Nulla quaestio ha detto...

Non solo Luttazzi copia, ma ha creato anche centinaia di account falsi per cercare di insabbiare e creare "rumore di fondo". Per fortuna ci sono i fatti, ovvero la prova delle battute copiate, che ammontano a interi spettacoli.

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