venerdì 6 maggio 2011

La bambina che imparò a non parlare (Del Vecchio Editore)

Il libro

Questo romanzo si pone come un'opera sul silenzio. Settantotto intense pagine di silenziosa umanità. Una bambina senza nome, una madre ingombrante. Un appartamento silenzioso e in penombra. Una morte scomoda, quella del pater familias che se ne va, le lascia sole.
Due donne che trovano due modi diversi di reagire alla perdita. La mamma si rifugia in un mondo fatto di scrittura, con frasi asciutte e brevi, ispirate al mondo dei morti. La figlia, invece, cerca in silenzio di interagire con il dolore della madre, che sembra volerla far vivere in un mondo di finzione, in cui il padre non è morto ma semplicemente non c'è.
La narrazione scorre quasi senza tempo e senza luogo e la bambina sembra quasi un'adulta che svela i suoi sei anni solo la notte, quando stringe il corpo della madre dormiente.
La creatura protagonista entra in contatto con la madre, amandone il dolore e le ferite, provando un reale sentimento di gelosia verso il mezzo – la macchina da scrivere - con il quale la donna sembra entrare in contatto con l'anima dell'uomo che non c'è. Quando l'opera, scritta in un'apnea di sensi durata mesi interi, sarà terminata, la piccola donna sentirà la mancanza di un collegamento invisibile tra lei e la madre, e indirettamente una connessione tra lei e il genitore assente. Collegamento che ritroverà almeno in parte nelle lunghe giornate al mare. Ricordando quando le stesse giornate erano scandite dalla presenza del padre.
Un breve roman à clef che ben si inserisce nel panorama odierno, con intensi elementi multiculturali senza mai cadere nella banale descrizione di luoghi o persone, senza cercare continuamente di riempire il lettore di dettagli, con un’ammirevole capacità di sospendere il tempo, tralasciando il frenetico scorrere di giorni, mesi e anni.


L'autore
Yasmine Ghata, figlia di una poetessa libanese, nasce in Francia nel 1975. Si dedica alla storia dell'arte, specializzandosi nello studio dell'arte Islamica alla Sorbona ed a L' École du Louvre.
Il suo primo romanzo, “La notte dei calligrafi” ha riscosso un buon successo ed è stato tradotto in tredici lingue. Ha vinto diversi premi tra cui il Cavour.

“La bambina che imparò a non parlare”
di Yasmine Ghata
ed. Del Vecchio Editore
€ 13,00

http://www.delvecchioeditore.it/index.php?pagina=scheda&scelta=52

1 commenti:

giustinochemello ha detto...

Complimenti per come hai presentato il libro, sospendendo il tempo della lettura in arrendevole complicità.

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