mercoledì 24 novembre 2010

Intervista a Jacopo De Michelis, responsabile narrativa Marsilio (Rcs)

Oggi inserisco un'interessante chiacchierata con Jacopo De Michelis, caro amico di Blogolo nel buio e responsabile della narrativa Marsilio.  Con lui ho parlato di J.A.S.T. (la prima fiction tv su carta), degli autori emergenti, dei meccanismi interni alla redazione, del mercato editoriale italiano e di molto altro ancora. Beh, insomma, una intervista che a mio avviso vale davvero la pena leggere.

Ciao Jacopo, e grazie per aver accettato questa intervista. Per prima cosa vorrei mi parlassi di J.A.S.T. visto che anche Blogolo nel buio ha partecipato al Blog Tour. Di chi è stata l'idea e come sta andando?


Lo spunto iniziale di J.A.S.T. – che è un romanzo che si propone come la prima fiction TV su carta – è stata di Simone Sarasso, che ha poi coinvolto nella scrittura Lorenza Ghinelli e Daniele Rudoni. Data la natura innovativa dell’operazione letteraria abbiamo deciso di promuoverla in modo nuovo, con un booktrailer – peraltro splendido – e il primo blog tour che si sia mai svolto in Italia. Per queste iniziative il colpevole sono io, e devo dire che siamo piuttosto soddisfatti dei risultati (così come era accaduto per i booktrailer, che siamo stati i primi a importare in Italia e che ora molti editori utilizzano per la promozione online, anche l’idea del blog tour è già stata ripresa dalla concorrenza).

Tu in Marsilio ti occupi prevalentemente di narrativa e sei in generale tra gli editor più innovativi e più interessati alla scoperta di nuove voci. Mi dici come funziona la selezione dei testi e in particolare che tipo di manoscritti cercate in questo momento?


Per la precisione, io in Marsilio sono il responsabile dell’intera area della narrativa, che comprende tre settori, narrativa italiana, narrativa straniera e testimonianze. Per ognuno di tali settori c’è oggi in Marsilio un editor di riferimento che lavora con me.
Quanto alla selezione, noi della redazione della narrativa ci dividiamo i testi e leggiamo – o almeno cerchiamo, data la mole di dattiloscritti che ci arriva settimanalmente – tutte le proposte che ci arrivano per le vie più diverse, discutiamo di quelle che ci paiono più interessanti e se necessario qualcun altro le legge per avere un secondo e magari anche un terzo parere. Ne ridiscutiamo e se siamo convinti portiamo la proposta in comitato editoriale, dove se ne discute ancora e la proposta viene approvata o respinta. Come si vede, un iter lungo e faticoso.
Cosa cerchiamo? Cerchiamo testi che per un motivo o per l’altro entusiasmino noi per primi, perché se non suscitano una reazione forte e vera in noi è difficile che possano farlo coi lettori una volta in libreria.

Avete rapporti con agenzie letterarie (se sì quali)? E in generale come vedi il ruolo dell'agente in Italia?


Abbiamo rapporti, più o meno stretti e continui, con la maggior parte delle agenzie che operano in Italia, ma mai chiedere a un editore un giudizio sugli agenti letterari! A parte gli scherzi, gli agenti svolgono un lavoro di intermediazione tra l’autore e la casa editrice che può essere davvero utile e proficuo per tutti, anche se io confesso che trovo spesso gli agenti un po’ troppo concentrati sulle questioni economico-contrattuali, e meno su tutta una serie di altri aspetti almeno altrettanto importanti, riguardo ai quali potrebbero svolgere invece una funzione positiva.

Credi che un autore possa mettersi in luce pubblicando racconti su riviste e blog? Che consigli daresti a uno scrittore emergente?


Non solo può, ma questo già accade. Io sono appena tornato dal festival Scrittorincittà di Cuneo, dove ho partecipato a Esor-dire, una iniziativa che mette a confronto alcuni autori in attesa dell’esordio con alcuni editor di case editrici, e a segnalare i candidati tra cui gli organizzatori scelgono gli aspiranti scrittori invitati sono anche siti letterari e webzine.
Il consiglio che posso dare è di approfittare di ogni occasione per mettere alla prova la propria scrittura e ricevere feedback (riviste cartacee e online, premi e concorsi ecc.). E di sforzarsi di non essere indulgenti con se stessi. Se quello che scrivono viene rifiutato, c’è una possibilità su un milione che siano geni incompresi, ma 999.999 che effettivamente ci sia qualcosa che non funziona in quello che hanno scritto.

Quante copie vende in media un libro Marsilio e che tipo di investimento viene fatto su ogni titolo?


Oggi possiamo dire: da 0 a un milione e mezzo (la cifra approssimativa venduta finora da “Uomini che odiano le donne” nelle varie edizioni in cui l’abbiamo pubblicato)! Questo per dire che non c’è una media, ogni libro fa storia a sé e la forbice entro cui possono oscillare gli esiti di mercato di un nostro titolo come si può vedere è amplissima. Ovviamente, anche l’investimento comunicativo e promozionale fatto sui vari titoli varia a seconda della forza commerciale che si ritiene abbiano (anche se in proporzione al fatturato, sicuramente abbiamo fatto sui romanzi di Stieg Larsson un investimento infinitamente minore rispetto alla maggior parte dei nostri libri).


Qui su Blogolo nel buio diversi editori si sono lamentati del «meccanismo delle rese» indicandolo come la causa principale della crisi del sistema editoriale. Tu cosa ne pensi?


E’ una questione estremamente complessa: da una parte le rese costituiscono un grosso problema per una casa editrice, si sono distribuite – e magari anche messe a bilancio – tot copie di un titolo, e qualche mese dopo la maggior parte possono tornare in resa creando problemi gestionali e finanziari non indifferenti. D’altra parte, il meccanismo delle rese permette ai librai di rischiare di ordinare in quantitativi non irrisori anche libri che non abbiano o non abbiano ancora una accertata spendibilità. Il rischio, se i librai dovessero acquistare le copie dai distributori senza diritto di resa, è che continueremmo a vedere sui banchi le pile dei grossi best-seller, ma che ne sparirebbero del tutto gli autori più di nicchia o esordienti, e in generale i titoli dei piccoli editori di qualità.

Quanto tempo resta un titolo Marsilio sugli scaffali delle librerie? Qual è mediamente la percentuale dei resi?


Anche qui non c’è una regola: abbiamo alcuni long-seller la cui vita in libreria sembra eterna (faccio un paio di esempi: “Il silenzio dei vivi” di Elisa Springer, uscito nel 1997, che da allora continuiamo a ristampare almeno una volta all’anno – proprio in questi giorni manderemo in stampa la ventinovesima edizione; oppure “Un canto di Natale” di Dickens – 10 edizioni dal 2001), ma purtroppo in generale la vita dei libri tende drammaticamente ad abbreviarsi. Oggi dopo un solo mese, se non ha dato chiari segni di vitalità dal punto di vista delle vendite, un titolo può rischiare già di essere espulso dalle librerie, per fare posto alle nuove uscite che incalzano. Stiamo avvicinandoci a poco a poco alla situazione del mondo del cinema, dove un film si gioca la maggior parte delle sue chance nel primo week-end di programmazione, e ovviamente la cosa è preoccupante.
I resi variano da collana a collana, in questo momento sono particolarmente bassi per quanto riguarda Le Farfalle, dove pubblichiamo i nostri libri attualmente di maggior successo, e un po’ più alti nelle altre, comunque negli ultimi anni si sono in media ridotti sensibilmente, cosa di cui siamo estremamente soddisfatti.

Che ruolo credi possa avere in Italia lo sviluppo degli ebook?

Gli ebook sono una rivoluzione, e se prendiamo sul serio questo termine – e io sono d’accordo con Gian Arturo Ferrari che dobbiamo farlo, anche se la mia posizione è nel complesso meno pessimistica della sua – questo vuol dire che nei prossimi anni assisteremo a un sovvertimento violento e radicale dell’attuale panorama editoriale, che si lascerà dietro morti e macerie, e che, in tempi difficilmente quantificabili oggi, potrebbe anche vedere la scomparsa dell’editore, almeno nel senso in cui attualmente lo intendiamo. Io penso che presentino grandi rischi, ma anche enormi opportunità per chi saprà coglierle, dimostrandosi capace di evolvere e adattarsi ai cambiamenti in atto.
Difficile prevedere con precisione la direzione in cui si andrà, in Italia siamo ai primi vagiti di questo nuovo mercato e l’impressione è che per ora si proceda al rallentatore, anche se l’imminente sbarco di Amazon potrebbe sconvolgere gli attuali equilibri e imprimere una brusca accelerazione.

Mi dai qualche anticipazione sui prossimi romanzi?


Per quest’anno, di narrativa abbiamo ancora solo un’uscita importante: il secondo romanzo della giallista svedese Camilla Lackberg dopo il fortunatissimo “La principessa di ghiaccio”, che si intitola “Il predicatore”. Anche l’anno prossimo si inaugurerà sotto il segno di Giallosvezia, con l’uscita a gennaio di “La Stella di Strindberg” di Jan Wallentin, un giovane autore di thriller svedese paragonato a Dan Brown, ai vertici delle classifiche in patria e in uscita in 20 paesi. Poi va segnalato almeno “La gente che sta bene”, il secondo romanzo di Federico Baccomo “Duchesne”, già autore dell’esordio-rivelazione “Studio illegale”. Ma è solo l’inizio, sarà un anno molto ricco di proposte!


Grazie di cuore Jacopo. A presto.


1 commenti:

Anonimo ha detto...

Gli e-book sono una mostuosità e spero tanto che non abbiano mai il successo di cui tanti parlano. A parte questo la casa editrice Marsilio è tra le più serie d'Italia e sarebbe bello che prestasse sempre più attenzione alle giovani promesse.
Enzo

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